Previsioni fallite
Nella primavera del 1965, la rivista culturale francese Janus dedicò il suo numero 8 alla "Scienza o prescienza dell'avvenire".
Si trovano elencate alcune previsioni tecnologiche della Rand Corporation. È notevole il fatto che gli studiosi autori delle previsioni abbiano cercato di usare tutte le cautele possibili per dare pareri secondo loro molto verosimili, anzi per dare previsioni di scoperte e realizzazioni tecnologiche la cui realtà era detta pressoché certa.
Ecco le previsioni solo relative all'anno 2026 (cioè scoperte e realizzazioni per le quali si sarebbero svolti i lavori e le ricerche nell'anno in questione):
«Simbiosi uomo-macchina, permettendo all'uomo di accrescere la sua intelligenza per interazione meccanica diretta tra il suo cervello e un computer.
Controllo chimico del processo di invecchiamento, permettendo di allungare la durata della vita di 50 anni.
Allevamento di animali intelligenti (scimmie, cetacei) come mano d'opera inferiore.
Comunicazioni nei due sensi con esseri extraterrestri.
Possibilità economicamente realizzabile della fabbricazione commerciale di numerosi elementi chimici a partire da materiali di costruzione subatomica.
Controllo della gravità per mezzo di una forma qualsiasi di modificazione del campo gravitazionale.
Possibilità di fondare l'istruzione sulla registrazione diretta delle conoscenze tramite il cervello.
Coma di lunga durata per permettere una certa forma di viaggio nel tempo.
Uso della telepatia e dell'ESP (percezione a distanza, varietà della telepatia) per le comunicazioni».
Il futuro dell'uomo non è prevedibile perché non è un percorso, ma un groviglio.
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