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dell'arte contemporanea

«Se oggi il mio maestro Mavrudis fosse in Italia, potrebbe condurre a scuola tutti i nostri "geni" modernisti ed insegnare loro che prima di essere cezanniani, picassiani, soutiniani o matissiani e prima di avere l'emozione, l'angoscia, la sincerità, la sensibilità, la spontaneità, la spiritualità ed altre scemenze della stessa risma, farebbero meglio ad imparare a fare una buona e bella punta al loro lapis e poi con quella punta cercare di disegnare bene un occhio, un naso, una bocca o un orecchio». (Giorgio De Chirico)  

premi letterari

 «Per ottenere un premio letterario, non credo che siano necessari maggiori intrighi, che per ottenere un avanzamento di carriera in una qualsiasi azienda».  Paolo Volponi, premio Strega 1965. E questa affermazione (di cui lascio a Volponi tutta la paternità) può valere tanto pro o contro  la correttezza e la trasparenza dei premi letterari. Personalmente, conosco una "azienda" in cui l'avanzamento di carriera è puro e totale arbitrio del capetto di turno. 

scrittore e società

 Uno scrittore è espressione del proprio tempo non più di quanto decida di doverlo essere.

scuola di scrittura/4

 «La personne de l'écrivain, son organisation tout entière s'engage et s'accuse elle-même jusque dans ses oeuvres; il ne les écrit pas seulement avec sa pure pensée, mais avec son sang et ses muscles.  La physiologie et l'hygiène d'un écrivain sont devenues un des chapitres indispensables dans l'analyse qu'on fait de son talent».    Sainte Beuve

della letteratura d'oggi

Oggi non vi sono più scuole letterarie, ma linee editoriali. Evidentemente, è questa la letteratura voluta dalla società globalizzata posseduta dalle multinazionali. 

Lo scrittore affermato

 «Vi sarete bene accorti che al giorno d'oggi non si fa che parlare di esaurimento nervoso; è difficilissimo imbroccare una persona che non sia, per un verso o per l'altro, esaurita». Cos'è 'sta roba? L'inizio di un tema di un ragazzino di seconda media del 1960? La lettera al giornale di un ragioniere che protesta contro gli onorari degli psichiatri che giudica esosi? No, è l' incipit  di un racconto di Giuseppe Berto, intitolato «Esaurimento nervoso», uscito su L'Illustrazione Italiana dell'agosto 1962. Da questo, apprendiamo almeno due importanti verità: che, una volta raggiunta la qualità riconosciuta di scrittore si può scrivere qualunque (pessima) cosa e non si subiranno conseguenze. La seconda: che per giudicare un racconto, occorre leggerlo tutto.

Delle scuole di scrittura/3

 «Sono convinto che il maestro può aiutare con consigli, può tracciare la via da percorrere, ma quando non c'è il sentimento dell'arte non vale nessun maestro né nessun indirizzo».  Giovanni Fattori.