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Verità sociale/4

 «La storia ci insegna che tutti i grandi uomini sono stati estremamente ingiusti». Friedrich Nietzsche

Verità sociale/3

 «Il lavoro, in quanto è attività spiegata (esercitata, n.d.r. ) non semplicemente per la voglia e il gusto di spiegarla, ma, mediatamente per un successivo risultato che ne avremo, è immediatamente a beneficio di altri, e sempre ed essenzialmente schiavitù. Nel lavoro noi non operiamo immediatamente e direttamente per noi, come nel giuoco. Operiamo per altri, produciamo qualchecosa per altri, prestiamo un servigio ad altri. Solo con ciò ci possiamo ripromettere da questi altri in cambio un successivo bene economico, in vista del quale soltanto, e non per il gusto che l'attività in sé ci dia, lavoriamo. Ma operare, non per il gusto di operare, bensì per altri, e sotto la coazione della necessità che abbiamo di ciò che riceveremo da essi in cambio, è appunto l'essenziale carattere della schiavitù». Giuseppe Rensi, Contro il lavoro. Saggio sull'attività più odiata dall'uomo , WoM edizioni, 2022, pagg. 95/96 La prima edizione di questo saggio del filosofo Giuseppe Rensi (1...

Verità sociale/2

 «Il lavoro, suol dirsi, nobilita l'uomo: è poi vero? Sarà utile forse lasciarlo credere; ma l'esperienza certo non lo conferma. Una parte per lo meno del lavoro industriale in che modo possa produrre questo effetto io non so vedere né immaginare. (...) Gli antichi facevano fare agli schiavi lavori da schiavi, ed eran consentanei. Noi la schiavitù l'abbiamo abolita, ma i lavori restano, restano con l'antica e con la più recente brutalità e con l'effetto di asservire anche le anime dei liberi». Giuseppe Fraccaroli, L'Educazione Nazionale , Bologna, Zanichelli, 1918, pag. 254

Verità sociale/1

 «Il popolo ha paura, voi dite. Noi lo governiamo con lo spauracchio della repressione: se grida, lo gettiamo in prigione; se protesta, lo deportiamo; se si agita, lo ghigliottiniamo. Pessimo calcolo, Signori, credetemi. Le pene che infliggete non pongono un freno agli atti di rivolta. La repressione, invece di essere un rimedio, o quanto meno un palliativo, non fa altro che aggravare il male. Le misure coercitive non possono che alimentare l'odio e la vendetta. È un ciclo fatale. Del resto, da quando tagliate le teste, da quando affollate le prigioni e i bagni penali, siete forse riusciti a evitare che l'odio si manifesti? Dite la vostra! Rispondete! I fatti dimostrano la vostra impotenza». Alexandre Marius Jacob (marzo 1905)

Scuola di scrittura/11

 Nella mia scuola di scrittura, almeno ogni dieci giorni si leggerà il racconto di Dante Arfelli intitolato A rivederci presto. Lo trovate fra la pagina 21 e la pagina 26 del volume Quando c'era la pineta (Ravenna, Edizioni del Girasole, 1975). E alle allieve e agli allievi che mi chiederanno: ma perché leggere sempre quel racconto, perché continuare a leggere quel racconto già letto dieci giorni prima, risponderò che quello è il migliore racconto scritto in lingua italiana di tutti i tempi ed è perciò un modello, un esempio, un fenomeno (phàinomai) di assoluta bellezza e perfezione tecnica.  Dunque, chi voglia essere scrittore (scrittore vero, dico, non facitore di testi scritti) deve formare il suo gusto , la sua misura  e la sua intensità  su quanto di meglio esiste in lingua italiana. 

La bestia umana - Potere o cultura?

 Chiamo potere la facoltà di imporre la propria volontà e il proprio giudizio ad altre persone, la cui capacità/diritto di opporsi o solo di contrattare è infinitamente più bassa del potere esercitato su di esse; quasi sempre è un diritto stabilito sulla carta, dichiarato, magari codificato, ma di fatto inefficace. Il potere ha raggiunto oggi tali misure di estensione e profondità che i faraoni d'Egitto, Augusto, Gengis Khan, Carlo Magno, Carlo V, Luigi XIV, Guglielmo II e compagnia brutta sono, in paragone, dei sagrestani goffi e appena molesti.  Oggi, poche persone, davvero un minuscolo gruppo o forse solo una persona, possono decidere e realizzare la fine dell'umanità. Un tale potere non è stato mai nelle mani di nessun tiranno del passato. Moralmente, la specie umana non ha fatto grandi progressi da secoli, e comunque quelli compiuti impallidiscono e sfumano davanti al potere di morte totale che oggi esiste, a differenza del passato. Una bomba di enorme potenza e già inne...