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Cosa de Chirico pensava di Cézanne e di Manet

«Quando si parla di pittura contemporanea tra intellettuali  è legge costante parlare di Cézanne. Se si piglia a quattr'occhi uno fra i tanti e, messolo con le spalle al muro e guardandolo bene in faccia, gli si chiede a bruciapelo: "ma mi dite un po' voi, che vi piace veramente  di Cézanne?.. E perché vi piace Cézanne?". L'interpellato allora fa una faccia brutta; lì per lì non sa cosa rispondere; cerca affannosamente nella memoria qualcuna di quelle classiche banalità che fanno il giro del mondo ormai da parecchi anni, parla confusamente di costruzione, di clima, di angoscia, d'inquietudine e d'altre fesserie della stessa risma e finalmente per cavarsela dichiara che Cézanne è stata una reazione necessaria al disfacimento della pittura, nato dall'impressionismo; dichiara ancora che mentre gli impressionisti cercavano la luce ed il colore, il maestro d'Aix cercava il volume  e la  forma (ma guarda un po' dove vanno a ficcarsi il volume e la fo...

Verità sociale/8

 «Da un legno storto, com'è quello di cui è fatto l'uomo, non può uscire nulla di interamente diritto». («Aus so krummem Holze, als woraus der Mensch gemacht ist, kann nichts ganz Gerades gezimmert werden») Immanuel Kant

Nel bene e nel male

«La mente dell'uomo che si allarga per abbracciare un'idea nuova non ritorna mai alle dimensioni di prima». Oliver Wendell Holmes (1809-1894) 

Il nostro nemico

 La caverna di Platone è la nostra mente, dentro la quale siamo chiusi, legati, imbavagliati e immobilizzati. La nostra mente è il nostro più spietato, instancabile persecutore. Tutta la storia della filosofia è la storia della ricerca di una fuga da questa buia prigione.

Piacere? Mai!

 Un tempo (questo tempo è finito prima del 1915) i pittori riconoscevano al pubblico (cioè a chi non era pittore) una facoltà, la facoltà di poter giudicare i dipinti. Era dunque possibile che un quadro non piacesse , e dunque non sarebbe stato acquistato: il pittore ne aveva un danno reale. Con l'imporsi delle avanguardie (espressione della borghesia aggressiva), il pittore ignora il parere del pubblico e tiene conto solo del parere del commerciante e del critico professionista. Il pubblico è considerato come il contadino ignorante che dalla campagna cala in città per chiedere, confuso e spaventato, consigli all'avvocato o al medico. Al pittore non importa più che i propri quadri non piacciano ; perché - da un secolo ad oggi - la categoria del piacere è stata bandita dalla pittura. Ciò che per millenni è stata la regola nella pittura, oggi è considerato pochezza culturale, povertà intellettuale, insomma una debolezza. Il pubblico non deve avere reazioni estetiche davanti all...

Storie dell'umanità

 Nella grandissima maggioranza dei casi, si è più propensi ad ammettere una propria mediocrità che riconoscere una altrui superiorità.

Chi dovrebbe fare le leggi

 Nessuno che non abbia lavorato come salariato almeno sette anni quotidianamente col pubblico può essere in grado di legiferare.