Post

Il nostro nemico

 La caverna di Platone è la nostra mente, dentro la quale siamo chiusi, legati, imbavagliati e immobilizzati. La nostra mente è il nostro più spietato, instancabile persecutore. Tutta la storia della filosofia è la storia della ricerca di una fuga da questa buia prigione.

Piacere? Mai!

 Un tempo (questo tempo è finito prima del 1915) i pittori riconoscevano al pubblico (cioè a chi non era pittore) una facoltà, la facoltà di poter giudicare i dipinti. Era dunque possibile che un quadro non piacesse , e dunque non sarebbe stato acquistato: il pittore ne aveva un danno reale. Con l'imporsi delle avanguardie (espressione della borghesia aggressiva), il pittore ignora il parere del pubblico e tiene conto solo del parere del commerciante e del critico professionista. Il pubblico è considerato come il contadino ignorante che dalla campagna cala in città per chiedere, confuso e spaventato, consigli all'avvocato o al medico. Al pittore non importa più che i propri quadri non piacciano ; perché - da un secolo ad oggi - la categoria del piacere è stata bandita dalla pittura. Ciò che per millenni è stata la regola nella pittura, oggi è considerato pochezza culturale, povertà intellettuale, insomma una debolezza. Il pubblico non deve avere reazioni estetiche davanti all...

Storie dell'umanità

 Nella grandissima maggioranza dei casi, si è più propensi ad ammettere una propria mediocrità che riconoscere una altrui superiorità.

Chi dovrebbe fare le leggi

 Nessuno che non abbia lavorato come salariato almeno sette anni quotidianamente col pubblico può essere in grado di legiferare. 

Cézanne quale esempio

«Sono persuaso oggi che, in linea di massima, la modalità e l'efficacia distruttiva dell'espressionismo, del cubismo, del futurismo, del surrealismo e dell'arte astratta in genere, cominciò nel momento in cui i seguaci, in una generazione successiva, si rivolsero all'esempio sublime di Cézanne, con una tal quale mostruosa predilezione per quella parte di goffo e sgraziato che è presente nell'arte del grande Maestro, anche se contro la sua volontà.  E un'arte così tarda conteneva anche in sé l'incapacità di rappresentare la figura, per lo meno in uno speciale senso pittorico (e però la predominanza del pittoresco era sorprendente). Lo stesso Cézanne ha espresso, nei riguardi di una certa fiacchezza della propria opera un malinconico: je ne me suis pas réalisé. Questa frase che racchiude in sé, e conclude, un tragico tormento, vuole in realtà attestare: Io non mi sono "realizzato" in quanto non ho potuto "realizzare" pienamente, nei quadri ...

Esistere

 Il capitalismo (vera lebbra dell'umanità) ha creato molti mostri assurdi. Uno, tra i più recenti e i più infami, è l' annientamento del lavoro per una particolare categoria di persone, le persone ritenute dal grande pubblico bellissime e bellissimi. Costoro non devono fare praticamente nulla, devono solo esistere e cercare di restare sempre identici alla figura che avevano quando furono innalzati alla categoria delle bellissime/bellissimi. Devono solo vivere per avere di che vivere. Solo la bestiale ferocia del capitalismo poteva arrivare così in basso.

Chissà perché...

 Il vecchio scrittore domandò: «Perché non sono mai esistite tifoserie avversarie che si accoltellano in occasioni di tornei di scacchi?».