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Visualizzazione dei post con l'etichetta umanità

Nel bene e nel male

«La mente dell'uomo che si allarga per abbracciare un'idea nuova non ritorna mai alle dimensioni di prima». Oliver Wendell Holmes (1809-1894) 

Il nostro nemico

 La caverna di Platone è la nostra mente, dentro la quale siamo chiusi, legati, imbavagliati e immobilizzati. La nostra mente è il nostro più spietato, instancabile persecutore. Tutta la storia della filosofia è la storia della ricerca di una fuga da questa buia prigione.

Storie dell'umanità

 Nella grandissima maggioranza dei casi, si è più propensi ad ammettere una propria mediocrità che riconoscere una altrui superiorità.

Chi dovrebbe fare le leggi

 Nessuno che non abbia lavorato come salariato almeno sette anni quotidianamente col pubblico può essere in grado di legiferare. 

Verità sociale/6

 «Sono solito domandarmi, spesso meravigliato, cosa mai spinga, non dico i cristiani, ma gli uomini tutti, a tale punto di follia da adoperarsi, con tanto zelo, con tante spese, con tanti sforzi, alla reciproca rovina generale della guerra. Che altro infatti facciamo nella vita se non la guerra o prepararci alla guerra? Neppure tutte le bestie combattono tanto, ma solo le belve, le bestie cattive. E neppure queste combattono fra loro, ma solo se sono di specie diverse. Combattono con mezzi naturali. Non come noi con macchine escogitate da un'arte diabolica». Erasmo da Rotterdam

Verità sociale/4

 «La storia ci insegna che tutti i grandi uomini sono stati estremamente ingiusti». Friedrich Nietzsche

Di odio e di imbecillità

 Dicono esista una categoria di persone (persone? davvero? sono persone?) chiamate haters ; sono quelle e quelli che dicono malvagità malignità cattiverie infamie ecc. in moltissime occasioni; pare siano specializzate/ti in odiare. La loro reazione più frequente e più intensa è detestare e accusare. Il tutto ovviamente si limita a pigiare tasti sulla tastiera del pc e scrivere biasimo e critiche contro qualcuno/a.  Prima che ci fosse la presente catastrofe politica, mentale, cognitiva e "spirituale", queste persone erano le malelingue  che soffiavano veleno tra pochi, in segreto, magari raccomandando discrezione, sputavano calunnie e meschinità, contando forse su una sorta di oscura complicità. Erano assai meno numerose, perché in fondo si vergognavano della loro meschinità. Oggi, l'anonimato li ha resi "coraggiosi" e garruli. Sono tantissime/i e non pensano affatto a quello che stanno facendo. Dedicano tempo a scrivere i loro deliri, ma non dedicano un secondo ...

La domanda fondamentale

 La domanda fondamentale, da cui tutte le altre sgorgano, è solo una, da sempre: perché la vita umana è intrisa d'orrore?

Oggi come mille anni fa

 Ogni epoca ha maledetto l'orrore del suo tempo, la miseria del suo vivere. Ci sono testi dell'Antico Egitto che piangono il decadimento della condizione umana. Dunque, non è mai esistita l'Età dell'Oro e chi rimpiange un passato (qualunque passato) rimpiange ciò che non è mai davvero esistito, e per questo è un tempo felice. E tuttavia, mai come oggi (2025) è enorme e straziante la distanza tra ciò che siamo e che accade e ciò che potrebbe accadere e potremmo essere. La scienza e la tecnica hanno dato strumenti potenti per migliorare l'esistenza umana, ma le classi dominanti hanno deciso che la vita delle persone sia la stessa di mille anni fa: chi è ricco vive felice, chi non lo è abbastanza lavora per sopravvivere, chi è povero soffre senza speranza. Le classi dominanti godono i benefici della scienza e della tecnica del XXI secolo e ne fanno scontare il prezzo altissimo, le conseguenze malefiche e ogni bruttura (e sono tante) alle classi subalterne.  In questo, ...

Ragionevolezza e violenza

 Ogni teoria sociale, ogni progetto politico si fondano sulla e si affidano alla ragionevolezza dell'essere umano, per questo sono tutti destinati, chi più in fretta chi più tardi, al fallimento.  L'essere umano (e soprattutto quello di sesso maschile) è irragionevole e troppo spesso considera la violenza (minacciata o agita) come potente sostituto della ragionevolezza e della responsabilità morale.