Verità sociale/12

 «Come sapete, quando ci fu il colpo di Stato, invece di liberare il reparto detenuti politici...»

«Per errore fu liberato quello dei ladri, lo so»

«Fu un fatale errore» sospira Ruggero «Erano tutti avanzi di galera, galeotti incalliti. Sono stati una rovina. Ci hanno danneggiato enormemente»

«Tutt'altro» fa Nicola, amabilmente «Fu una fortuna»

  «Una fortuna?» esclama l'altro sbalordito.

«Una fortuna» ripete il migliore «Un governo di autentici ladri di professione, borsaioli, scassinatori, rapinatori, grassatori di strada maestra, è molto meno ladro dei comuni governi che sono oggi al potere in certi paesi»

«Questo è vero» mormora Ruggero, ammirando una volta di più l'acutezza del migliore.

«In un certo senso» prosegue Nicola «ci siamo messi al corrente coi tempi e, in confronto con qualche altro paese, possiamo dire d'avere una casta politica integerrima»

«Non dico di no, non dico di no» fa Ruggero «Ma, vostra eccellenza m'insegna che, con gli altri governi rubano tutti, mentre, con un governo di ladri di professione, rubano soltanto questi»

«E vi pare piccolo vantaggio?»

«Sì, ma niente da fare per il resto della nazione. Ecco perché i maggiorenti cospirano, mordono il freno»

«Lavaggio del cervello anche per loro».

Achille Campanile, L'Eroe, Milano, Biblioteca Universale Rizzoli, 1981, pagg. 109/110


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