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Scuola di scrittura/10

 I teorici delle "prime cinque pagine", i docenti della strategia delle "prime cinque pagine", come giudicano la prima pagina de Il giocatore di Dostoevskij? È approvata? È corretta, secondo le prescrizioni della loro "scuola"? 

Vecchi e nuovi romanzi di svago

 La vera differenza tra i feuilletons di Francesco Mastriani e Carolina Invernizio e quelli di Dan Brown sta nel fatto che Mastriani e Invernizio non citavano mai nomi di ditte famose ("brand"), Brown invece sì, ogni volta che può.

La narrativa italiana del 2025 (ad uso dei nostri pronipoti del 2050)

 Cani, gattini, caffè fumanti in grandi tazze da tenere con le due mani, deliziosa ricerca di sé, amicizia che dà problemi ma poi tanta gioia, amore, amore, amore e amore che fa passare giornate piene piene, nonne, nonne parlanti e nonne morte, bambini molto saggi e tanto suggestivi anche quando rompono i coglioni, gattini che sono tanto cari e oh sì indipendenti, cani saggi fedeli, lavoro che è competizione ma alla fine arriva il momento che ti chiedi e allora cambi tutto perché hai pensato ad una nonna saggia e morta o a un gattino sovrano, investigatori che sono tutti diversi e tutti uguali e tutti caratteristici con simpatiche manie o segreti antichi dolori ma che trovano sempre il colpevole, pasticcerie, dolci, torte, cuochi ma più cuoche, bignè sempre alla crema, tè, tisane, l'anima che si effonde nel profumo caldo di pane appena sfornato o torte create sulla ricetta della saggia nonna morta da tanto o da poco, bambini saggi e impertinenti comunque geniali, ricordi di famigli...

Grandi editori e risate

 La politica attuale delle medie e grandi case editrici riflette esattamente, come uno specchio terso, la prassi politica attuale delle sedicenti grandi democrazie: tutti i cittadini e tutte le cittadine hanno la stessa parità di diritti e la medesima dignità sociale; in effetti solo una minuscola minoranza può esercitare ogni suo diritto fino ad attribuirsene dei nuovi che si chiamano privilegi.  Così è per l'editoria: guardate il sito di una grande o grandissima casa editrice: vi troverete le istruzioni per sottoporre il vostro "manoscritto". Fatelo, e aumenterete di una unità l'enorme numero dei candidi (ho scritto candidi  non candidati ). E farete ridere un po' di più chi si occupa del recapito email della maestosa sfinge editoriale. Stupirsi? Recriminare? Sarebbe precisamente come recriminare e stupirsi che su questo infelice pianeta ha vinto e domina il capitalismo. 

Scuola di scrittura/9

 A mio parere, una scuola di scrittura (se proprio occorre che ce ne siano) dovrebbe indicare soltanto esempi negativi, cioè presentare modelli di scrittura da evitare, per aiutare l'allievo e l'allieva a formare quello che un tempo si chiamava il gusto . Secondo l'antica formula, collaudata da secoli di esperienza, il gusto si forma sempre col confronto, con l'esercizio di selezione, con la lettura che ricorda e paragona le diverse espressioni. Il gusto si forma evitando errori. Un tempo, la sola scuola di scrittura pensabile era la lettura, vasta, continua, fervida, attenta. E dunque nella mia scuola di scrittura darei alcuni esempi di scrittori da considerare come la mortificazione della scrittura, come esempio negativo e comincerei con nominare Moravia, Hemingway e Salinger. 

L'editoria d'oggi

 Le case editrici, oggi, sono industrie di abbigliamento i cui esperti credono di saper prevedere quale moda avrà successo. 

Scuola di scrittura/8

 I migliori, gli autentici, i soli maestri di scrittura sono scrittori che non ne frequentarono mai una, che non seguirono mai i precetti che insegnano (pagati) ai loro studenti e che mai avrebbero immaginato che sarebbero stati pagati per insegnare ciò che essi scoprirono da soli.

Scuola di scrittura/7

 «Possiamo dire con verità, che oramai l'affaticarsi di scrivere perfettamente, è quasi inutile alla fama». Giacomo Leopardi ( Il Parini ovvero della gloria )

Lettore e scrittore

 Il lettore che si attacca ad uno scrittore come un cane si attacca al padrone più generoso di cibo e carezze è un mostro di natura. La scrittura è libertà, sia per chi scrive che per chi legge. Il diventare devoti è l'insulto più greve che si possa fare ad uno scrittore che si apprezza davvero. Per capirci bene: essere fan di uno scrittore è indegno di un lettore e degrada lo scrittore. A mio parere, la dialettica più sana ed efficace tra lettore e scrittore è una affettuosa, consapevole e brillante diffidenza.

Scuola di scrittura/5

 «Le combat contre le temps est la seule activité digne d'un écrivain».                                                                   Howard P. Lovecraft (Non conosco la versione originale della citazione, che ho trovato in traduzione francese)

premi letterari

 «Per ottenere un premio letterario, non credo che siano necessari maggiori intrighi, che per ottenere un avanzamento di carriera in una qualsiasi azienda».  Paolo Volponi, premio Strega 1965. E questa affermazione (di cui lascio a Volponi tutta la paternità) può valere tanto pro o contro  la correttezza e la trasparenza dei premi letterari. Personalmente, conosco una "azienda" in cui l'avanzamento di carriera è puro e totale arbitrio del capetto di turno. 

della letteratura d'oggi

Oggi non vi sono più scuole letterarie, ma linee editoriali. Evidentemente, è questa la letteratura voluta dalla società globalizzata posseduta dalle multinazionali. 

Della letteratura, oggi

 «On est ce qu'on peut, mais on sent ce qu'on est». Stendhal

Delle scuole di scrittura/2

 «Au language la recherche des phrases nouvelles et des mots peu cogneus vient d'une ambition scholastique et puerile. Peusse je ne me servir que de ceulx qui servent aux halles à Paris!». Montaigne, Essais , I, 25.

Del giudizio letterario

Per avere una buona indicazione (certo, non una sentenza definitiva, ma una indicazione significativa e raramente errata) per avere, dicevo, una buona indicazione della qualità letteraria di uno scrittore, fate un censimento delle letture di coloro che villeggiano - in casa propria o in albergo - per almeno otto giorni a Cortina d'Ampezzo. La reale qualità letteraria degli autori è inversamente proporzionale alla loro diffusione presso i villeggianti di Cortina d'Ampezzo.

Delle scuole di scrittura

 «Non esiste la ricetta per scrivere bene: a volte ti riesce con facilità e in modo perfetto; altre volte è come scalare una roccia e ripiombare giù a capofitto». Ernest Hemingway (in Epoca , a. XXIII n. 1121, 26.3.1972, pag. 25) P.S.: Hemingway scriveva male .

Delle prime cinque pagine, ovvero Chi decide cosa come?

Un consiglio, o piuttosto una prescrizione, che viene spesso rivolto a chi vuole proporre agli editori il suo romanzo è questo: "Le prime cinque pagine devono catturare, devono avvincere, devono essere perciò originali e far continuare la lettura". Le prime cinque pagine.... Con questo criterio (vorrei sapere chi lo ha fissato), opere immortali oggi sarebbero sconosciute, abortite. Rifiutate. Potete immaginare un esordio meno accattivante e avvincente dei Promessi Sposi ?  «Quel ramo del lago di Como...», e si continua così, con una  ouverture  pacata, larga, solenne, per diverse pagine, nelle quali non succede niente. Esiste un incipit  meno accattivante della Recherche ? E l'editor trentenne fresco (e invaghito) di corso manageriale cosa direbbe delle prime cinque pagine del Gattopardo ? E le prime cinque pagine di quel capolavoro ignorato che è I superflui  di Dante Arfelli sono esattamente il contrario di un inizio da scuola di scrittura. Per fortuna del mon...