Cézanne quale esempio
«Sono persuaso oggi che, in linea di massima, la modalità e l'efficacia distruttiva dell'espressionismo, del cubismo, del futurismo, del surrealismo e dell'arte astratta in genere, cominciò nel momento in cui i seguaci, in una generazione successiva, si rivolsero all'esempio sublime di Cézanne, con una tal quale mostruosa predilezione per quella parte di goffo e sgraziato che è presente nell'arte del grande Maestro, anche se contro la sua volontà. E un'arte così tarda conteneva anche in sé l'incapacità di rappresentare la figura, per lo meno in uno speciale senso pittorico (e però la predominanza del pittoresco era sorprendente). Lo stesso Cézanne ha espresso, nei riguardi di una certa fiacchezza della propria opera un malinconico: je ne me suis pas réalisé. Questa frase che racchiude in sé, e conclude, un tragico tormento, vuole in realtà attestare: Io non mi sono "realizzato" in quanto non ho potuto "realizzare" pienamente, nei quadri e nelle immagini, le visibili cose del mondo. Ma dopo il 1900 era divenuto abituale di attingere all'arte dell'insigne Maestro e trarre esempio solo da quelle forme in cui egli stesso si reputava imperfetto e incompiuto».
Wilhelm Hausenstein, Che cosa significa l'arte moderna. Contributo alla conoscenza, Brescia, Morcelliana, 1953, pagg. 22/23
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