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Così non sarò definito presuntuoso ignorante

 «Cézanne potrebbe essere considerato il primo incapace reclamizzato e lanciato come un grande maestro. È stato solo un pessimo dilettante ma tuttavia un uomo onesto perché confessava candidamente di non saper far nulla di buono». Giorgio De Chirico (1959). Dato che in arte, in Italia, solo i competenti per autorità  hanno diritto ad esprimere giudizi (e il giudizio di chi non è competente  riscuote sempre e solo un commento: "ma chi ti credi di essere?"), il mio giudizio sull'arte da Cézanne in poi sarà: «La penso esattamente come De Chirico».  Così, io non sarò ritenuto un presuntuoso ignorante e davanti al nome di De Chirico, chiunque dirà: "ah beh sì, De Chirico, beh sì De Chirico, però beh dai insomma.. De Chirico era De Chirico...". Il che significa, in buona sostanza, che De Chirico era una autorità riconosciuta  tale che poteva non onorare Cézanne, mentre chi non è De Chirico non ha questa prerogativa.  (Ma almeno non è più  considerato un...

Vecchi e nuovi romanzi di svago

 La vera differenza tra i feuilletons di Francesco Mastriani e Carolina Invernizio e quelli di Dan Brown sta nel fatto che Mastriani e Invernizio non citavano mai nomi di ditte famose ("brand"), Brown invece sì, ogni volta che può.

Di odio e di imbecillità

 Dicono esista una categoria di persone (persone? davvero? sono persone?) chiamate haters ; sono quelle e quelli che dicono malvagità malignità cattiverie infamie ecc. in moltissime occasioni; pare siano specializzate/ti in odiare. La loro reazione più frequente e più intensa è detestare e accusare. Il tutto ovviamente si limita a pigiare tasti sulla tastiera del pc e scrivere biasimo e critiche contro qualcuno/a.  Prima che ci fosse la presente catastrofe politica, mentale, cognitiva e "spirituale", queste persone erano le malelingue  che soffiavano veleno tra pochi, in segreto, magari raccomandando discrezione, sputavano calunnie e meschinità, contando forse su una sorta di oscura complicità. Erano assai meno numerose, perché in fondo si vergognavano della loro meschinità. Oggi, l'anonimato li ha resi "coraggiosi" e garruli. Sono tantissime/i e non pensano affatto a quello che stanno facendo. Dedicano tempo a scrivere i loro deliri, ma non dedicano un secondo ...

La condizione umana

  La condizione umana è un teso ponte troppo sottile sull'abisso . Fa paura perché essa è veramente spaventosa. Si crede che la nostra irrimediabile paura possa essere placata con la durezza, con la freddezza, con la violenza, e così, da millenni, si inventano leggi e punizioni , guerre e tribunali .  La condizione umana è dura , è dolorosa. Alla consapevolezza della nostra miserabile pochezza si aggiunge una furia contro noi stessi, i nostri simili, il nostro futuro. Un carcere in cui ogni galeotto vive in perenne timore di ogni altro compagno di pena.

Politica culturale delle case editrici d'oggi

 Si fa credito solo ai ricchi. Come ogni banca sa bene.  (Come ci si arricchisca, non è cosa che interessi alla banca).

La narrativa italiana del 2025 (ad uso dei nostri pronipoti del 2050)

 Cani, gattini, caffè fumanti in grandi tazze da tenere con le due mani, deliziosa ricerca di sé, amicizia che dà problemi ma poi tanta gioia, amore, amore, amore e amore che fa passare giornate piene piene, nonne, nonne parlanti e nonne morte, bambini molto saggi e tanto suggestivi anche quando rompono i coglioni, gattini che sono tanto cari e oh sì indipendenti, cani saggi fedeli, lavoro che è competizione ma alla fine arriva il momento che ti chiedi e allora cambi tutto perché hai pensato ad una nonna saggia e morta o a un gattino sovrano, investigatori che sono tutti diversi e tutti uguali e tutti caratteristici con simpatiche manie o segreti antichi dolori ma che trovano sempre il colpevole, pasticcerie, dolci, torte, cuochi ma più cuoche, bignè sempre alla crema, tè, tisane, l'anima che si effonde nel profumo caldo di pane appena sfornato o torte create sulla ricetta della saggia nonna morta da tanto o da poco, bambini saggi e impertinenti comunque geniali, ricordi di famigli...

Grandi editori e risate

 La politica attuale delle medie e grandi case editrici riflette esattamente, come uno specchio terso, la prassi politica attuale delle sedicenti grandi democrazie: tutti i cittadini e tutte le cittadine hanno la stessa parità di diritti e la medesima dignità sociale; in effetti solo una minuscola minoranza può esercitare ogni suo diritto fino ad attribuirsene dei nuovi che si chiamano privilegi.  Così è per l'editoria: guardate il sito di una grande o grandissima casa editrice: vi troverete le istruzioni per sottoporre il vostro "manoscritto". Fatelo, e aumenterete di una unità l'enorme numero dei candidi (ho scritto candidi  non candidati ). E farete ridere un po' di più chi si occupa del recapito email della maestosa sfinge editoriale. Stupirsi? Recriminare? Sarebbe precisamente come recriminare e stupirsi che su questo infelice pianeta ha vinto e domina il capitalismo.