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Relitti

 L'arte (e con questa parola oggi misteriosa e infelice indico tutto ciò che è consapevole creazione umana non tecnologica) l'arte oggi è ciò che i borghesi prima, i capitalisti poi vogliono che sia arte; dunque è esattamente il contrario di ciò che arte è stata per i primi tremilacinquecento anni di storia della civiltà umana. 

La fine della lettura

Mi sembra che mai come oggi i giovanissimi e i giovani evitino la lettura come un male. Quando un ragazzino o una ragazzina prendono in mano un libro che "devono" leggere, guardano solo alla quantità delle pagine e non si interessano di altro. Quando una ragazza o un ragazzo devono scegliere un libro, chiedono solo una cosa: quanto è lungo? Perché questa insofferenza, che talvolta è un vero odio, verso la lettura? Oggi, si comprende questo sfacelo perché moltissimi esseri umani sono antropologicamente mutati in  ricettori di stimoli audiovisivi , cioè il loro cervello riesce a cogliere messaggi solo se sono immagini sonore in movimento . Per queste nuove forme umane, i soli messaggi che sono in grado (e felici) di recepire sono immagini colorate sonore in movimento, qualunque esse siano: il web è colmo di scene demenziali, idiote, futili, assurde, che sono state viste da milioni di persone. La nuova forma umana ha una  relazione esclusivamente passiva con la comunicazione...

Lettore e scrittore

 Il lettore che si attacca ad uno scrittore come un cane si attacca al padrone più generoso di cibo e carezze è un mostro di natura. La scrittura è libertà, sia per chi scrive che per chi legge. Il diventare devoti è l'insulto più greve che si possa fare ad uno scrittore che si apprezza davvero. Per capirci bene: essere fan di uno scrittore è indegno di un lettore e degrada lo scrittore. A mio parere, la dialettica più sana ed efficace tra lettore e scrittore è una affettuosa, consapevole e brillante diffidenza.

Della pittura contemporanea

 La critica d'arte oggi ha una curiosa caratteristica: per tutti i pittori "antichi", "classici" (diciamo fino alle soglie degli Impressionisti), lo studio è la ricerca di influssi, echi e suggestioni che i pittori ricevono e trasmettono: si cerca quanto c'è di Masaccio in Piero della Francesca; si rintracciano i motivi leonardeschi in Raffaello... il metodo è ritenuto così valido che le opere sono datate anche in base a quando un artista poté vedere l'opera di un altro; per questo si parla di un periodo romano  o di un periodo fiorentino , perché in quelle occasioni, l'artista potè "subire" l'influenza di certi pittori attivi o presenti in quelle città. La pittura "classica" è ritenuta, e descritta, come un fitto tenace reticolo, una costellazione di suggestioni che vanno da una personalità artistica ad altre; insomma: tutti i pittori devono qualcosa ai loro colleghi, compresi i colleghi morti. Per la pittura contemporanea si...

Scuola di scrittura/5

 «Le combat contre le temps est la seule activité digne d'un écrivain».                                                                   Howard P. Lovecraft (Non conosco la versione originale della citazione, che ho trovato in traduzione francese)

Si scrive solo per essere letti

  Lo scrivere è un atto rivolto agli altri. Scrivere è non solo comunicare, ma comunicare con la fiducia, o la speranza, che qualcuno accoglierà il nostro messaggio. Si scrive solo per essere letti. Se qualcuno afferma il contrario («scrivo solo per me») mente; può mentire anche a se stesso, ma comunque mente. Probabilmente, non ne è consapevole, ma mente e prima o poi (forse, chissà, anche decenni più tardi) scoprirà che mentiva. È una menzogna innocentissima, che non fa nessun danno, ma come ogni menzogna serve solo a fare confusione. Si scrive solo per essere letti, e chi scrive narrativa e poesie e saggistica e ogni testo curato, scrive per essere letto da quante più persone possibili. Ed è perfettamente giusto, naturale che sia così. Non è invece naturale, a mio parere, fare i ritrosi, i timidi, dichiararsi indegno di attenzione, considerarsi  poco e giudicare sciocchezze le cose che scrive. È una eccessiva modestia imposta, che mi ricorda la falsa umiltà di certi preti. ...

dell'arte contemporanea

«Se oggi il mio maestro Mavrudis fosse in Italia, potrebbe condurre a scuola tutti i nostri "geni" modernisti ed insegnare loro che prima di essere cezanniani, picassiani, soutiniani o matissiani e prima di avere l'emozione, l'angoscia, la sincerità, la sensibilità, la spontaneità, la spiritualità ed altre scemenze della stessa risma, farebbero meglio ad imparare a fare una buona e bella punta al loro lapis e poi con quella punta cercare di disegnare bene un occhio, un naso, una bocca o un orecchio». (Giorgio De Chirico)