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Visualizzazione dei post con l'etichetta riflessioni sulla letteratura

Vecchi e nuovi romanzi di svago

 La vera differenza tra i feuilletons di Francesco Mastriani e Carolina Invernizio e quelli di Dan Brown sta nel fatto che Mastriani e Invernizio non citavano mai nomi di ditte famose ("brand"), Brown invece sì, ogni volta che può.

Politica culturale delle case editrici d'oggi

 Si fa credito solo ai ricchi. Come ogni banca sa bene.  (Come ci si arricchisca, non è cosa che interessi alla banca).

La narrativa italiana del 2025 (ad uso dei nostri pronipoti del 2050)

 Cani, gattini, caffè fumanti in grandi tazze da tenere con le due mani, deliziosa ricerca di sé, amicizia che dà problemi ma poi tanta gioia, amore, amore, amore e amore che fa passare giornate piene piene, nonne, nonne parlanti e nonne morte, bambini molto saggi e tanto suggestivi anche quando rompono i coglioni, gattini che sono tanto cari e oh sì indipendenti, cani saggi fedeli, lavoro che è competizione ma alla fine arriva il momento che ti chiedi e allora cambi tutto perché hai pensato ad una nonna saggia e morta o a un gattino sovrano, investigatori che sono tutti diversi e tutti uguali e tutti caratteristici con simpatiche manie o segreti antichi dolori ma che trovano sempre il colpevole, pasticcerie, dolci, torte, cuochi ma più cuoche, bignè sempre alla crema, tè, tisane, l'anima che si effonde nel profumo caldo di pane appena sfornato o torte create sulla ricetta della saggia nonna morta da tanto o da poco, bambini saggi e impertinenti comunque geniali, ricordi di famigli...

Grandi editori e risate

 La politica attuale delle medie e grandi case editrici riflette esattamente, come uno specchio terso, la prassi politica attuale delle sedicenti grandi democrazie: tutti i cittadini e tutte le cittadine hanno la stessa parità di diritti e la medesima dignità sociale; in effetti solo una minuscola minoranza può esercitare ogni suo diritto fino ad attribuirsene dei nuovi che si chiamano privilegi.  Così è per l'editoria: guardate il sito di una grande o grandissima casa editrice: vi troverete le istruzioni per sottoporre il vostro "manoscritto". Fatelo, e aumenterete di una unità l'enorme numero dei candidi (ho scritto candidi  non candidati ). E farete ridere un po' di più chi si occupa del recapito email della maestosa sfinge editoriale. Stupirsi? Recriminare? Sarebbe precisamente come recriminare e stupirsi che su questo infelice pianeta ha vinto e domina il capitalismo. 

Scuola di scrittura/9

 A mio parere, una scuola di scrittura (se proprio occorre che ce ne siano) dovrebbe indicare soltanto esempi negativi, cioè presentare modelli di scrittura da evitare, per aiutare l'allievo e l'allieva a formare quello che un tempo si chiamava il gusto . Secondo l'antica formula, collaudata da secoli di esperienza, il gusto si forma sempre col confronto, con l'esercizio di selezione, con la lettura che ricorda e paragona le diverse espressioni. Il gusto si forma evitando errori. Un tempo, la sola scuola di scrittura pensabile era la lettura, vasta, continua, fervida, attenta. E dunque nella mia scuola di scrittura darei alcuni esempi di scrittori da considerare come la mortificazione della scrittura, come esempio negativo e comincerei con nominare Moravia, Hemingway e Salinger. 

L'editoria d'oggi

 Le case editrici, oggi, sono industrie di abbigliamento i cui esperti credono di saper prevedere quale moda avrà successo. 

Scuola di scrittura/8

 I migliori, gli autentici, i soli maestri di scrittura sono scrittori che non ne frequentarono mai una, che non seguirono mai i precetti che insegnano (pagati) ai loro studenti e che mai avrebbero immaginato che sarebbero stati pagati per insegnare ciò che essi scoprirono da soli.

Alberto Moravia

 «I popolani delle novelle di Moravia parlano il linguaggio dei poveri che debbono essere ascoltati dai ricchi».  Leo Longanesi (1954)

D'Annunzio

 Gabriele d'Annunzio: il borghese che inventò il selfie  cento anni prima che esistessero i telefoni cellulari.

Scuola di scrittura/7

 «Possiamo dire con verità, che oramai l'affaticarsi di scrivere perfettamente, è quasi inutile alla fama». Giacomo Leopardi ( Il Parini ovvero della gloria )

Scuola di scrittura/5

 «Le combat contre le temps est la seule activité digne d'un écrivain».                                                                   Howard P. Lovecraft (Non conosco la versione originale della citazione, che ho trovato in traduzione francese)

Si scrive solo per essere letti

  Lo scrivere è un atto rivolto agli altri. Scrivere è non solo comunicare, ma comunicare con la fiducia, o la speranza, che qualcuno accoglierà il nostro messaggio. Si scrive solo per essere letti. Se qualcuno afferma il contrario («scrivo solo per me») mente; può mentire anche a se stesso, ma comunque mente. Probabilmente, non ne è consapevole, ma mente e prima o poi (forse, chissà, anche decenni più tardi) scoprirà che mentiva. È una menzogna innocentissima, che non fa nessun danno, ma come ogni menzogna serve solo a fare confusione. Si scrive solo per essere letti, e chi scrive narrativa e poesie e saggistica e ogni testo curato, scrive per essere letto da quante più persone possibili. Ed è perfettamente giusto, naturale che sia così. Non è invece naturale, a mio parere, fare i ritrosi, i timidi, dichiararsi indegno di attenzione, considerarsi  poco e giudicare sciocchezze le cose che scrive. È una eccessiva modestia imposta, che mi ricorda la falsa umiltà di certi preti. ...

scuola di scrittura/4

 «La personne de l'écrivain, son organisation tout entière s'engage et s'accuse elle-même jusque dans ses oeuvres; il ne les écrit pas seulement avec sa pure pensée, mais avec son sang et ses muscles.  La physiologie et l'hygiène d'un écrivain sont devenues un des chapitres indispensables dans l'analyse qu'on fait de son talent».    Sainte Beuve

della letteratura d'oggi

Oggi non vi sono più scuole letterarie, ma linee editoriali. Evidentemente, è questa la letteratura voluta dalla società globalizzata posseduta dalle multinazionali. 

Lo scrittore affermato

 «Vi sarete bene accorti che al giorno d'oggi non si fa che parlare di esaurimento nervoso; è difficilissimo imbroccare una persona che non sia, per un verso o per l'altro, esaurita». Cos'è 'sta roba? L'inizio di un tema di un ragazzino di seconda media del 1960? La lettera al giornale di un ragioniere che protesta contro gli onorari degli psichiatri che giudica esosi? No, è l' incipit  di un racconto di Giuseppe Berto, intitolato «Esaurimento nervoso», uscito su L'Illustrazione Italiana dell'agosto 1962. Da questo, apprendiamo almeno due importanti verità: che, una volta raggiunta la qualità riconosciuta di scrittore si può scrivere qualunque (pessima) cosa e non si subiranno conseguenze. La seconda: che per giudicare un racconto, occorre leggerlo tutto. 

Delle scuole di scrittura/3

 «Sono convinto che il maestro può aiutare con consigli, può tracciare la via da percorrere, ma quando non c'è il sentimento dell'arte non vale nessun maestro né nessun indirizzo».  Giovanni Fattori.

Della letteratura, oggi

 «On est ce qu'on peut, mais on sent ce qu'on est». Stendhal

Della letteratura, oggi

Quale letteratura potrà esistere in un tempo in cui per esprimere stupore, compiacimento, gioia, soddisfazione, meraviglia si conosce e si usa una sola parola: WOW.....? Quale narrativa potrà vivere oggi, quale narrativa resterà nel futuro di un tempo in cui non si sa cosa dire se non WOW.....? Nel mondo-WOW  cos'è la letteratura? 

Delle scuole di scrittura/2

 «Au language la recherche des phrases nouvelles et des mots peu cogneus vient d'une ambition scholastique et puerile. Peusse je ne me servir que de ceulx qui servent aux halles à Paris!». Montaigne, Essais , I, 25.

Del giudizio letterario

Per avere una buona indicazione (certo, non una sentenza definitiva, ma una indicazione significativa e raramente errata) per avere, dicevo, una buona indicazione della qualità letteraria di uno scrittore, fate un censimento delle letture di coloro che villeggiano - in casa propria o in albergo - per almeno otto giorni a Cortina d'Ampezzo. La reale qualità letteraria degli autori è inversamente proporzionale alla loro diffusione presso i villeggianti di Cortina d'Ampezzo.