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Dell'arte e di ciò che le sta attorno/3

La c.d. arte oggi (2025) è segnata da una brutta contraddizione: all'artista (ovvero: a colui cui è attribuito il titolo di artista da critici d'arte professionisti e mercanti d'arte) è  riconosciuta ogni libertà, anzi è tanto più artista quanto più è libero di ignorare o irridere a ogni canone artistico apparso sulla terra fino ad oggi: il c.d. artista può fare quello che vuole (da mettere merda in scatola e venderla a dichiarare opera d'arte sacchi e plastica abbrustoliti, o taglietti su una tela); il c.d. artista gode di una libertà assoluta (e questo mi trova del tutto d'accordo). Una simile piena libertà, però, non è riconosciuta al pubblico (chiamo pubblico tutta la gente che non fa parte delle categorie: critici d'arte professionisti e mercanti d'arte). Il pubblico non ha la libertà di dire chiaro e tondo che quella c.d. arte di cui sopra fa schifo ed è una porcheria miserabile. Se lo facesse, ci sarebbero diversi personaggi pronti a spiegare perché ...

Scuola di scrittura/8

 I migliori, gli autentici, i soli maestri di scrittura sono scrittori che non ne frequentarono mai una, che non seguirono mai i precetti che insegnano (pagati) ai loro studenti e che mai avrebbero immaginato che sarebbero stati pagati per insegnare ciò che essi scoprirono da soli.

Medium e gerarchi

 È recentissimamente uscito: Paolo Cortesi, Medium e gerarchi. Metapsichica e spiritismo in Italia durante il regime fascista , Manzoni editore, 2024. Il primo saggio storiografico su un fenomeno di storia culturale e politica italiana durato vent'anni e fino ad oggi inesplorato. 

Astrattismo

 «E il crepuscolo della pittura e della scultura è accadimento a tutti visibile. Non è l'angoscia per non poter più mai dipingere come Raffaello o Goya, congiunta all'impulso profondo di dover tuttavia continuare a delineare e a colorire e a plasmare la bella favola, rinnovandone, come si suol dire, le immagini e il linguaggio. Facili esclamazioni! L'astrattismo è uno di codesti linguaggi, e dichiara di spacciarsi del reale, ma si trova ad essere avvinto alla pura elementarità geometrica, resa puerile dalla vanagloria intellettuale, mesticata con simulazioni d'umiltà». Benso Becca, Vita sprecata di un italiano , Roma, Centro Editoriale dell'Osservatore, 1955, pag. 168

Alberto Moravia

 «I popolani delle novelle di Moravia parlano il linguaggio dei poveri che debbono essere ascoltati dai ricchi».  Leo Longanesi (1954)

Dell'arte e di ciò che le sta attorno/2

 Un tempo (diciamo prima che i mercanti d'arte borghesi sostituissero i mecenati, le signorie, le corporazioni dei mestieri e la chiesa cattolica nel ruolo di committenti d'arte) un tempo, arte era ciò che il committente e il pubblico vivevano come opera d'arte.  Oggi è arte tutto ciò che viene decretato prodotto di un artista; cioè il solo elemento che conta ora è il sedicente/denominato artista. Una volta proclamato artista, tutto ciò che costui produce sarà ARTE. Due sole categorie (non so se più economiche o più culturali) hanno il potere di decretare chi è artista e chi no: i critici d'arte professionisti e i mercanti d'arte. Un tempo, occorreva andare a bottega, esercitarsi, provare, lavorare, creare per essere definito artista. Oggi la c.d. arte esiste solo per atto di autorità: è arte perché  deriva dall'artista (nominato tale da critici d'arte professionisti e mercanti d'arte; il pubblico non ha e non può avere questa facoltà).

D'Annunzio

 Gabriele d'Annunzio: il borghese che inventò il selfie  cento anni prima che esistessero i telefoni cellulari.